L'affido familiare

domande e risposte

punto interrogativo

Che cos'è l'affidamento familiare

L'affidamento familiare è accogliere temporaneamente nella propria vita e nella propria casa un bambino o un ragazzo che, per un periodo, non può stare con la sua famiglia.
Durante tutto il periodo dell'affido, i legami con la famiglia d'origine vengono mantenuti e tutelati. L'affidamento non sostituisce la famiglia: la affianca, sostenendola nel tempo necessario ad affrontare le proprie difficoltà, con l'accompagnamento dei Servizi Sociali.
L'affidamento può essere di due tipi:

Residenziale il bambino vive con la famiglia affidataria, pur mantenendo rapporti periodici con i propri genitori. Può essere consensuale, quando la famiglia d'origine accetta e condivide la scelta, o giudiziale, quando è disposto dal Tribunale per i Minorenni in situazioni di rischio per il minore.

Diurno il bambino trascorre parte della giornata con la famiglia affidataria, ma la sera torna a casa. Esiste anche una forma educativa domiciliare, in cui l'affidatario si reca direttamente a casa del minore per attività di sostegno scolastico e socializzazione.

L’affido è regolato dalle leggi n. 184/1983 e 149/2001


Come si diventa famiglia affidataria

famiglia in riva al mare

    Daniel Joshua, Pixabay

Il primo passo è informarsi: ci si può rivolgere ai Servizi Sociali del proprio territorio o direttamente all'Associazione Murialdo.
Chi vuole approfondire la propria disponibilità può partecipare a incontri informativi periodici e, successivamente, a un percorso formativo di preparazione all'affido. Questo percorso serve a conoscere la realtà delle famiglie seguite e i loro bisogni — e permette anche agli operatori di conoscere tutti i componenti della famiglia interessata.
L'abbinamento tra il minore e la famiglia affidataria è un momento delicato: si cerca di conciliare i bisogni del bambino con le risorse e la disponibilità specifica di ogni famiglia. I Servizi Sociali costruiscono quindi un progetto su misura, che definisce tempi, modalità e forme di sostegno.
La legge prevede che l'affido abbia una durata di 24 mesi, rinnovabile se le condizioni per il rientro del minore non sono ancora mature. Cessa invece non appena viene meno la situazione di difficoltà che lo aveva reso necessarioI.


Chi sono i protagonisti dell'affido

I minori
Possono avere qualsiasi età, dalla nascita ai diciassette anni, essere italiani o stranieri, in buona salute o con problemi di disabilità. Quello che hanno in comune è il bisogno di relazioni affettive stabili e di una famiglia su cui poter contare, soprattutto nei momenti più difficili.

Le famiglie d'origine
Sono famiglie conosciute dai Servizi Sociali che, per ragioni diverse, non riescono temporaneamente a occuparsi dei propri figli in modo adeguato. Sapere che qualcuno si prende cura del loro bambino può diventare per loro uno stimolo concreto ad affrontare i problemi e a ritrovare la capacità di essere genitori.

Le famiglie affidatarieL'affido è una scelta impegnativa, ma proprio per questo profondamente arricchente. Possono rendersi disponibili coppie con o senza figli, e anche singoli.
Non sono richieste particolari abilità né esistono limiti di età. Sono invece essenziali: uno spazio nella propria vita e nella propria casa, la disponibilità affettiva ad accompagnare un bambino senza la pretesa di cambiarlo, e la consapevolezza del ruolo della sua famiglia d'origine — con cui è importante mantenere un rapporto di dialogo e collaborazione.

I servizi sociali
Promuovono la cultura dell'affido, formano e sostengono le famiglie affidatarie, predispongono il progetto e ne garantiscono la vigilanza. Il progetto — redatto possibilmente in modo partecipato con la famiglia d'origine e il minore — definisce obiettivi, durata, modalità degli incontri e impegni di tutte le parti coinvolte.

L'Associazione Murialdo
Collabora con i Servizi Sociali per fare in modo che la famiglia affidataria non si senta mai sola. Offre supporto, formazione e confronto tra famiglie, portando l'esperienza dell'affido da una dimensione individuale a una dimensione comunitaria.

La magistratura minorileIl Giudice Tutelare (per gli affidi consensuali) o il Tribunale per i Minorenni (per quelli giudiziali) supervisiona il progetto. I Servizi Sociali sono tenuti a riferire ogni evento rilevante e a presentare una relazione semestrale sull'andamento dell'affido.


Quali sono i compiti della famiglia affidataria

La famiglia affidataria accoglie il minore e si occupa del suo mantenimento, della sua educazione e istruzione, tenendo conto delle indicazioni dei genitori d'origine — salvo diverso provvedimento del giudice. Nella pratica, questo significa gestire i rapporti con la scuola: firmare il diario, giustificare le assenze, partecipare ai colloqui con gli insegnanti.
Alcune scelte, però, restano in capo alla famiglia d'origine: quelle che riguardano la confessione religiosa, ad esempio, o gli interventi medici non ordinari, per i quali è necessario il consenso dei genitori o del tutore.
La famiglia affidataria ha inoltre il dovere di tutelare la riservatezza del bambino accolto, custodendo con discrezione le informazioni ricevute dai Servizi Sociali.


Qual è il ruolo dei servizi sociali

I Servizi Sociali forniscono alla famiglia affidataria tutte le informazioni utili sul minore — la sua storia, le sue esperienze, i suoi legami — per aiutarla a comprenderne le difficoltà e le reazioni.
Durante l'affido assicurano: incontri periodici di verifica e supporto, partecipazione a gruppi di famiglie affidatarie, e monitoraggio continuo dell'evoluzione del progetto. Nei casi più complessi, possono essere previsti interventi educativi e di cura individualizzati a favore del minore.


Quale funzione svolge l'Associazione Murialdo

L'Associazione Murialdo affianca le famiglie affidatarie in ogni fase del percorso:

  • offre sostegno psicopedagogico attraverso professionisti specializzati, disponibili a condividere dubbi, ansie, conquiste e difficoltà quotidiane, e attraverso il confronto con altre famiglie affidatarie; 
  • collabora con i Servizi Sociali nella progettazione personalizzata del percorso di affido;
  • segue con attenzione i rapporti tra i ragazzi e le loro famiglie d'origine, disponibile a fare da mediatore quando necessario;
  • gestisce percorsi formativi per chi si avvicina all'affido e per chi lo sta già vivendo, promuovendo una cultura dell'accoglienza radicata nella comunità.

L'obiettivo di fondo è che nessuna famiglia si senta sola — e che l'affido diventi un'esperienza sempre più accessibile, sostenuta e condivisa.


Quale sostegno c'è per le famiglie affidatarie

A sostegno delle famiglie affidatarie sono previste diverse misure concrete:

Contributo spese Riconosciuto sia per l'affidamento residenziale che per quello diurno e semiresidenziale.

Contributo spese Una polizza copre la responsabilità civile verso terzi per danni causati dai minori o dagli affidatari durante l'accudimento, e gli infortuni dei minori.

Facilitazioni economiche Per i servizi all'infanzia.

Congedo di maternità e paternità Gli affidatari hanno diritto all'astensione obbligatoria dal lavoro dalla data di ingresso del bambino in famiglia, per un massimo di tre mesi entro i primi cinque mesi dall'accoglienza.

Congedo parentale Fruibile fino ai diciotto anni del minore, entro otto anni dal suo ingresso in famiglia, in modo continuativo o frazionato: fino a sei mesi per l'affidataria, fino a sette per l'affidatario.

Permessi per malattia del minore Gli affidatari possono assentarsi dal lavoro durante le malattie del bambino, con le stesse modalità previste per i genitori naturali, fino agli otto anni di età del minore.


Come saperne di più

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